Domande frequenti (FAQ)

Alla base del progetto LIFT

 

Cosa c’è dietro LIFT?

LIFT è un progetto di NSW/RSE (Rete per la responsabilità sociale nell’economia). NSW/RSE è un’associazione indipendente dal punto di vista politico e religioso che unisce imprese e privati nel comune intento di promuovere la responsabilità sociale nell’economia. LIFT è sostenuto finanziariamente dall’Ufficio federale per la formazione professionale e la tecnologia (UFFT), che riconosce a questo progetto un’impronta innovativa nell’ambito della prevenzione dei problemi di integrazione professionale.

Quali prestazioni offre il NSW/RSE ai responsabili locali dei progetti LIFT?

Il centro di competenze NSW/RSE offre consulenza e sostegno fin dall’avvio a ciascun progetto LIFT realizzato a livello locale e mette a disposizione dei responsabili dépliants, manuali e documenti. È poi a disposizione per tutta la durata del progetto per rispondere a domande o per altre esigenze particolari. Il centro di competenza propone che le scuole attive nei progetti LIFT si mettano in rete per far sì che ciascuna possa beneficiare delle esperienze e delle competenze acquisite dalle altre. Queste prestazioni sono gratuite.

A cosa serve LIFT?

LIFT si indirizza a giovani che hanno prospettive professionali incerte e offre un aiuto mirato che consente loro di esplorare il mondo del lavoro. In questo modo LIFT accresce le loro possibilità di successo nella fase di transizione verso il mondo professionale. L’obiettivo primario di questo progetto è che i partecipanti possano trovare un posto di apprendistato e conservarlo per la durata necessaria.

Cosa s’intende per un posto di lavoro settimanale?

I giovani che s’impegnano a partecipare al progetto LIFT svolgono un lavoro settimanale: si recano cioè per un tempo che varia dalle 2 alle 4 ore alla settimana (max 3 ore al giorno), al di fuori dell’orario scolastico, in un’azienda della regione. Sul luogo di lavoro svolgono attività adatte alla loro età e possono familiarizzare con il mondo del lavoro. L’impresa versa loro una piccola retribuzione, da 5 a 8 franchi all’ora, quale compenso per il lavoro prestato. I giovani s’impegnano per un minimo di tre mesi all’interno della stessa azienda. Sono preparati e accompagnati, per tutta la durata del progetto, da professionisti sempre in contatto con la scuola.

I giovani riescono a gestire contemporaneamente lavoro settimanale e obblighi scolastici?

Sì. Nella maggior parte dei casi i progetti impegnano i giovani al di fuori dell’orario scolastico (il mercoledì pomeriggio, il sabato mattina o in serata al termine delle lezioni per un massimo di 3 ore al giorno). I ragazzi devono sentirsi valorizzati e accolti. La retribuzione, che inizialmente rende il progetto interessante agli occhi di questi giovani, non è sufficiente. Presto ciò che li motiva principalmente è l’essere valorizzati nel lavoro.
Questa prima esplorazione del mondo lavorativo aggiunge senso a ciò che viene insegnato a scuola: l’allievo tocca con mano l’importanza della scuola migliorando in questo modo la motivazione allo studio.

Che tipo di aziende sono in grado di mettere a disposizione posti di lavoro di questo tipo?

Possono diventare partner del progetto tutte le aziende che sono in grado di proporre mansioni facili e senza rischi per l’incolumità o la salute dei giovani. Le imprese che partecipano al progetto non devono essere necessariamente abilitate a formare apprendisti e non sono neppure tenute a offrire, in seguito, un posto di apprendistato. È importante invece che i giovani possano contare su una persona come riferimento e sostegno all’interno dell’azienda.
Le mansioni semplici possono essere, per esempio, spacchettare, smistare, pulire, riordinare o fare consegne. Con il tempo è possibile affidare loro compiti più impegnativi o che richiedono maggiore responsabilità.

Perché LIFT interviene così presto in ambito scolastico?

Il successo del progetto LIFT dipende molto dal fatto che si interviene già a partire dal 3° anno di scuola media. L’adeguamento alle regole che esistono nel mondo del lavoro richiede, infatti, consapevolezza e notevoli cambiamenti nel comportamento. Al fine di intervenire su abitudini già radicate nell’adolescente, occorre proporre un accompagnamento che duri nel tempo.
Per tutta la durata dell’attività lavorativa il continuo confronto fra le parti in causa (famiglia, scuola e azienda) consentirà di adeguare i moduli di accompagnamento previsti dal progetto. Il riscontro delle imprese fornisce utili indicazioni per personalizzare le attività alle diverse esigenze. Questo permette di adattare gli obiettivi da raggiungere e i mezzi per conseguirli.

LIFT sostituisce l’orientamento professionale o i corsi di sensibilizzazione al mondo professionale?

No. Le scuole che partecipano al progetto LIFT devono mantenere queste offerte. LIFT deve essere inserito nel concetto globale di sensibilizzazione al mondo professionale e adattato in funzione dell’offerta esistente. Il progetto non è un doppione dell’orientamento professionale, ma un sostegno all’attività degli orientatori. LIFT completa ciò che già esiste nell’ambito scolastico e nei comuni, con alcune prestazioni specifiche, creando così nuove sinergie.

LIFT contribuisce a ridurre i rischi di rottura del contratto di apprendistato?

I giovani che hanno partecipato al progetto LIFT vengono accompagnati passo dopo passo nella scelta di un mestiere e per tutta la durata della transizione verso la formazione professionale. Quando muovono i primi passi nel mondo del lavoro, hanno già acquisito esperienza pratica e si sono formati un’idea dell’ambito in cui dovranno operare. Nella fase pilota di LIFT, tra i giovani che hanno partecipato al progetto, non è stata registrata nessuna rottura del contratto di apprendistato durante il periodo di prova.

LIFT è utile anche quando le aziende, grazie alla situazione economica prospera, sono in grado di offrire numerosi posti di apprendistato?

LIFT si rivolge ai giovani le cui «condizioni di partenza» non sono favorevoli e per i quali un sostegno nell’accedere al mondo professionale sarà sempre un bene. LIFT non nasce dalla crisi, ma da una riflessione di professionisti impegnati per la responsabilità sociale nell’economia. Il progetto LIFT ha quale obiettivo quello di avvicinare scuola e impresa, per facilitare la transizione degli allievi verso la formazione professionale, indipendentemente dal contesto economico generale.

LIFT é concorrente del progetto «Case Management»?

No. LIFT offre ai giovani che lo desiderano la possibilità di esplorare attivamente il mondo del lavoro, preparandosi ad affrontare la formazione e aumentando le loro chances di trovare un posto di apprendistato. LIFT costituisce un progetto di prevenzione che precede le normali misure di transizione. In questo senso, LIFT è un complemento e non un concorrente di Case Management.

LIFT, è l’ennesima riforma della scuola?

No. LIFT non rappresenta una riforma della scuola; intende esclusivamente offrire una possibilità in più in ambito scolastico e si adatta perfettamente alla struttura scolastica esistente. LIFT deve essere pensato come strumento integrativo, come sostegno concreto e pratico alla famiglia nell’ambito dei processi di integrazione al mondo del lavoro. LIFT intende affiancare gli insegnanti e gli orientatori professionali, non sostituirli.